# Ogni quanto fare la manutenzione della caldaia

> **In breve: ogni 12 mesi (manutenzione; controllo fumi ogni 4 anni)**
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> La manutenzione della caldaia a gas va fatta ogni 12 mesi: è la cadenza che quasi tutti i costruttori scrivono sul libretto, e la legge obbliga a rispettarla. Il controllo dei fumi con il bollino è un obbligo separato e si fa ogni 4 anni, ogni 2 in alcune Regioni come la Lombardia. Per sapere ogni quanto fare la manutenzione della caldaia di casa tua, la data giusta è quella che il tecnico ha scritto sull'ultimo rapporto.

- **Pagina**: https://www.dopoquanto.app/casa/ogni-quanto-fare-la-manutenzione-della-caldaia/
- **Categoria**: Casa e manutenzione
- **Aggiornato**: 2026-09-10
- **Autore**: Redazione

**Sezioni**
- [Ogni quanto fare la manutenzione della caldaia: gli intervalli in breve](https://www.dopoquanto.app/casa/ogni-quanto-fare-la-manutenzione-della-caldaia/#ogni-quanto-fare-la-manutenzione-della-caldaia-gli-intervalli-in-breve)
- [Manutenzione e bollino: due scadenze diverse](https://www.dopoquanto.app/casa/ogni-quanto-fare-la-manutenzione-della-caldaia/#manutenzione-e-bollino-due-scadenze-diverse)
- [Come sapere quando scade senza contare gli anni](https://www.dopoquanto.app/casa/ogni-quanto-fare-la-manutenzione-della-caldaia/#come-sapere-quando-scade-senza-contare-gli-anni)
- [Quando conviene farla: prima di accendere il riscaldamento](https://www.dopoquanto.app/casa/ogni-quanto-fare-la-manutenzione-della-caldaia/#quando-conviene-farla-prima-di-accendere-il-riscaldamento)
- [Se la manutenzione salta](https://www.dopoquanto.app/casa/ogni-quanto-fare-la-manutenzione-della-caldaia/#se-la-manutenzione-salta)
- [Le eccezioni che contano](https://www.dopoquanto.app/casa/ogni-quanto-fare-la-manutenzione-della-caldaia/#le-eccezioni-che-contano)
- [Domande frequenti](https://www.dopoquanto.app/casa/ogni-quanto-fare-la-manutenzione-della-caldaia/#domande-frequenti)

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## Ogni quanto fare la manutenzione della caldaia: gli intervalli in breve

| Impianto | Manutenzione | Controllo fumi |
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| Caldaia a gas o GPL di casa (10-100 kW) | ogni 12 mesi | ogni 4 anni |
| Caldaia a condensazione | ogni 12 mesi | ogni 4 anni |
| Caldaia a gas in Lombardia, sotto 35 kW | ogni 12 mesi | ogni 2 anni |
| Caldaia a gasolio, pellet o legna (10-100 kW) | ogni 12 mesi | ogni 2 anni |
| Pompa di calore (12-100 kW) | come da libretto | ogni 4 anni |
| Centrale termica a gas oltre 100 kW | ogni 12 mesi | ogni 2 anni |

La colonna della manutenzione riporta la cadenza più comune. Fa fede quella scritta nelle istruzioni della tua caldaia: se il costruttore indica un intervallo diverso, vale quello.

## Manutenzione e bollino: due scadenze diverse

Quasi tutta la confusione nasce qui. La **manutenzione** è il lavoro sulla caldaia: pulizia del bruciatore e dello scambiatore, verifica dei dispositivi di sicurezza, controllo dello scarico dei fumi. La sua frequenza non la fissa una regola uguale per tutti: la indica l’installatore o, in mancanza, il costruttore, e il DPR 74 del 2013 obbliga a seguirla. Per le caldaie a gas di casa è quasi sempre annuale.

Il **controllo di efficienza energetica**, quello che tutti chiamano controllo fumi o bollino blu, misura invece il rendimento della combustione e le emissioni. Il tecnico compila il rapporto di controllo, lo allega al libretto d’impianto e lo trasmette al catasto regionale degli impianti termici, versando il contributo previsto dalla Regione. L’allegato A del [DPR 74/2013](https://www.normattiva.it/eli/id/2013/06/27/13G00114/ORIGINAL) lo fissa ogni 4 anni per le caldaie a gas fra 10 e 100 kW, cioè praticamente tutte quelle domestiche. Le Regioni possono stringere i tempi: in Lombardia, per le caldaie sotto i 35 kW, il controllo è ogni 2 anni.

Negli anni del controllo fumi le due cose si fanno nella stessa visita. Negli altri anni la visita c’è comunque: è la manutenzione, e saltarla non è una scelta libera.

## Come sapere quando scade senza contare gli anni

La data non va ricordata: è scritta. Apri il libretto d’impianto, il fascicolo che il tecnico aggiorna a ogni visita e che deve restare in casa. Nell’ultimo rapporto di controllo trovi la data dell’intervento e, fra le raccomandazioni, la frase «si raccomanda un intervento manutentivo entro il…» con la data compilata. Quella è la tua scadenza. Per il controllo fumi, in molte Regioni c’è una seconda strada: il portale del catasto degli impianti termici, dove con il codice dell’impianto vedi l’ultimo rapporto trasmesso.

Alcuni segnali dicono invece di chiamare il tecnico prima della scadenza:

- la pressione sul manometro scende sotto 1 bar più volte in poche settimane;
- la fiamma, dove è visibile, è gialla o arancione invece che azzurra;
- compaiono aloni scuri o fuliggine vicino allo scarico dei fumi o sul mantello della caldaia;
- la caldaia va in blocco, fa colpi o fischi all’accensione;
- l’acqua calda arriva a sbalzi o ci mette molto più del solito.

Se senti odore di gas non è una questione di manutenzione: chiudi il rubinetto del gas, apri le finestre, non azionare interruttori e chiama il pronto intervento del distributore.

## Quando conviene farla: prima di accendere il riscaldamento

Il periodo giusto è settembre o ottobre. Fatta prima dell’accensione, la manutenzione dice subito se la caldaia regge l’inverno, e il tecnico si trova ancora libero. Le date di accensione le fissa lo stesso DPR 74 in base alla zona climatica del Comune: dal 15 ottobre nella zona E (Milano, Torino, Bologna), dal 1° novembre nella zona D (Roma, Firenze), dal 15 novembre nella zona C (Napoli, Bari), dal 1° dicembre nelle zone A e B.

## Se la manutenzione salta

La conseguenza più concreta è una sanzione. Il responsabile dell’impianto che non fa controllo e manutenzione rischia quella prevista dall’articolo 15 del decreto legislativo 192 del 2005: da 500 a 3.000 euro. Per le caldaie domestiche i controlli sono soprattutto documentali: se al catasto non arriva il rapporto, l’impianto finisce fra quelli da ispezionare per primi.

Poi c’è la garanzia: i costruttori la legano alla manutenzione fatta con la cadenza prescritta, e un intervento saltato può farla decadere. E c’è la sicurezza. Una caldaia sporca brucia peggio, consuma di più e produce più monossido di carbonio, un gas che non ha odore. Un rilevatore di monossido vicino alla caldaia non sostituisce la manutenzione, ma avvisa se qualcosa va storto fra una visita e l’altra.

## Le eccezioni che contano

- **Caldaia nuova**: il primo controllo lo fa l’installatore alla messa in servizio. Le scadenze partono da quella data, non dall’anno di acquisto.
- **Casa in affitto**: il responsabile dell’impianto è chi la abita, quindi la manutenzione ordinaria tocca all’inquilino; la sostituzione della caldaia resta al proprietario. Se sei appena entrato, chiedi il libretto il giorno delle chiavi, insieme alle pratiche per [il cambio di residenza](/burocrazia/cambio-residenza-quanto-tempo-ci-vuole/).
- **Riscaldamento centralizzato**: la responsabilità è dell’amministratore o del terzo responsabile. Tu non devi chiamare nessuno.
- **Caldaia usata poco**, come in una seconda casa: la scadenza non si allunga. Il libretto ragiona in mesi, non in ore di accensione.
- **Pompa di calore**: niente fumi, ma sopra i 12 kW il controllo di efficienza c’è lo stesso, ogni 4 anni.
- **Stufe e caldaie a pellet o legna** da 10 kW in su: il controllo è ogni 2 anni, perché i combustibili solidi e liquidi hanno scadenze dimezzate rispetto al gas.
- **La riforma in discussione**: una bozza di nuovo decreto del Ministero dell’Ambiente, circolata a fine 2025, toglierebbe le ispezioni in casa sotto i 70 kW e confermerebbe i 4 anni per il controllo fumi. Non tocca la manutenzione, e finché non è pubblicata in Gazzetta Ufficiale valgono le regole del DPR 74.

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Indica la data dell’ultimo intervento scritta sul libretto: ti diciamo entro quando va rifatto.

Ultima manutenzione

## Domande frequenti

### Ogni quanto è obbligatoria la manutenzione della caldaia?

Con la cadenza scritta dall’installatore o dal costruttore, che per le caldaie a gas domestiche è quasi sempre di 12 mesi. La legge non fissa un numero uguale per tutti, ma obbliga a rispettare quello del libretto.

### Ogni quanto si fa il controllo fumi della caldaia?

Ogni 4 anni per le caldaie a gas o GPL fra 10 e 100 kW, secondo il DPR 74/2013. Alcune Regioni sono più severe: in Lombardia, sotto i 35 kW, è ogni 2 anni. Per gasolio, pellet e legna è ogni 2 anni.

### Che differenza c’è fra manutenzione e bollino blu?

La manutenzione è la pulizia e la verifica di sicurezza della caldaia, di solito annuale. Il bollino è il controllo di efficienza energetica, con l’analisi dei fumi e l’invio del rapporto al catasto regionale, che per le caldaie a gas di casa si fa ogni 4 anni.

### Ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia a condensazione?

Come le altre caldaie a gas: ogni 12 mesi secondo quasi tutti i costruttori, con il controllo fumi ogni 4 anni. La condensazione non cambia le scadenze di legge.

### Cosa succede se non faccio la manutenzione della caldaia?

Rischi una sanzione da 500 a 3.000 euro, prevista dall’articolo 15 del decreto legislativo 192/2005, e la garanzia del costruttore può decadere. Soprattutto, una caldaia trascurata brucia peggio e produce più monossido di carbonio.

### La manutenzione della caldaia la paga l’inquilino o il proprietario?

La manutenzione ordinaria spetta all’inquilino, perché il responsabile dell’impianto è chi abita la casa. La sostituzione della caldaia e le riparazioni straordinarie restano a carico del proprietario.

### Quanto costa la manutenzione della caldaia?

Non esiste una tariffa nazionale: il prezzo lo fa il manutentore, e nell’anno del controllo fumi si aggiunge il contributo regionale del bollino, che cambia da Regione a Regione. Conviene chiedere se il prezzo comprende il rapporto di controllo e la trasmissione al catasto.

### È vero che dal 2026 non ci sono più i controlli sulle caldaie?

No. Una bozza di decreto circolata a fine 2025 eliminerebbe le ispezioni in casa sotto i 70 kW, ma lascerebbe la manutenzione obbligatoria e il controllo fumi ogni 4 anni. Finché il nuovo testo non è in Gazzetta Ufficiale vale il DPR 74/2013.

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Fonte: Dopo Quanto? — https://www.dopoquanto.app/
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