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Ogni quanto cambiare il filtro della cappa

Redazione Dopo QuantoAggiornato il 5 min di letturaCome verifichiamo

In breve

ogni 2-4 settimane lavaggio del filtro antigrasso

Il filtro antigrasso della cappa si lava ogni 2-4 settimane, mentre quello ai carboni attivi è un’altra cosa: si sostituisce ogni 3-6 mesi e non si lava. Chi frigge spesso o cucina ogni giorno sta sul limite basso di entrambi gli intervalli.

Ogni quanto cambiare il filtro della cappa: gli intervalli in breve

ParteUso normaleUso intenso
Antigrasso in metallolavaggio ogni 4 settimaneogni 2 settimane
Antigrasso in fibra sinteticasostituzione ogni 2 mesiogni mese
Carboni attivisostituzione ogni 6 mesiogni 3 mesi
Carboni attivi rigenerabilirigenerazione ogni 2-3 mesiogni 2 mesi, max 3 cicli
Corpo cappa e ventolaogni 6-12 mesiogni 6 mesi

Come capire che è ora, senza contare i giorni

Il segnale più affidabile non è il calendario ma l’aspirazione: appoggia un foglio di carta alla griglia con la cappa al massimo. Se resta attaccato, il flusso c’è ancora; se scivola giù, il filtro è saturo e il motore sta lavorando contro una parete di grasso. Sul filtro ai carboni il sintomo è diverso, perché l’aspirazione resta invariata: l’aria torna in cucina con l’odore del cibo invece che neutra, e il fritto si sente ancora nell’altra stanza il giorno dopo.

Il terzo controllo è visivo e vale solo per il metallo: si sfila il filtro e lo si guarda in controluce. Se la trama non lascia passare la luce in modo uniforme, è ostruita.

Come si lava il filtro antigrasso

In lavastoviglie si può, ma non è sempre la scelta migliore: il ciclo intensivo con detersivo alcalino tende a ossidare l’alluminio e col tempo lo lascia opaco e biancastro. È un danno estetico, non funzionale. A mano si fa meglio con acqua molto calda, un cucchiaio di bicarbonato o di soda solvay e mezz’ora di ammollo, spazzolando poi nel verso della trama.

Il punto che si salta quasi sempre è l’asciugatura: il filtro va rimesso completamente asciutto, altrimenti l’umidità residua trattiene subito il nuovo grasso e in una settimana si è punto e a capo.

Sotto i filtri: il corpo cappa e la ventola

È la parte che quasi nessuno tocca, ed è quella che decide se la cappa aspira davvero. Anche col filtro pulito, una quota di grasso passa e si deposita sulla lamiera interna, sulle pale della ventola e nel primo tratto di condotto. Sulle pale il deposito le sbilancia: la cappa diventa rumorosa e vibra, e a quel punto non è il filtro il problema.

Una o due volte l’anno, a cappa staccata dalla corrente, si sfilano i filtri e si passa l’interno con uno sgrassatore e un panno, ventola compresa per quanto si riesce a raggiungerla. Se il motore è incassato e non accessibile, o se il rumore non passa dopo la pulizia, è il caso di far intervenire un tecnico: smontare il gruppo aspirante da soli è il modo più rapido per rompere qualcosa.

Cosa succede se si aspetta troppo

Tre conseguenze, in ordine di gravità. Il motore aspira contro una resistenza e consuma di più, rumoreggiando; il grasso che il filtro non trattiene si deposita nella cappa, nel condotto e sui mobili sopra i fornelli, dove diventa una patina che si toglie solo con lo sgrassatore. La terza riguarda la sicurezza: uno strato di grasso saturo sopra il piano cottura è un combustibile. Fra le regole per la sicurezza domestica, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco raccomanda di tenere l’area intorno ai fornelli libera da grasso e sporcizia, e di non lasciare mai la cottura incustodita.

Un’ultima cosa che vale la pena sapere prima che serva: un principio d’incendio da olio o grasso non si spegne con l’acqua, che lo fa esplodere in una vampata. Si soffoca con un coperchio o una coperta antifiamma, chiudendo il gas.

Le eccezioni che contano

  • Cappa aspirante (scarico all’esterno): il filtro ai carboni non c’è, resta solo l’antigrasso.
  • Cappa filtrante (a ricircolo): entrambi i filtri, e i carboni non si lavano, si buttano. È l’unica differenza che conta davvero fra i due tipi.
  • Carboni rigenerabili: alcuni modelli recenti si lavano e si riattivano in forno, ma durano comunque al massimo 3 cicli.
  • Piano a induzione: si cucina lo stesso, il grasso in aria è lo stesso. L’intervallo non cambia.
  • Casa al mare usata due mesi l’anno: conta l’uso, non il calendario. Il filtro dei carboni però invecchia anche fermo e va comunque sostituito ogni anno.

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Domande frequenti

Ogni quanto cambiare il filtro della cappa?

Il filtro antigrasso in metallo si lava ogni 2-4 settimane e non si butta. Quello ai carboni attivi si sostituisce ogni 3-6 mesi, quello antigrasso in fibra sintetica ogni 1-2 mesi.

Il filtro della cappa si può lavare?

Solo quello antigrasso in metallo. I carboni attivi non si lavano: assorbono gli odori e una volta saturi vanno sostituiti, salvo i modelli dichiarati rigenerabili.

Posso lavare i filtri della cappa in lavastoviglie?

Sì, ma il detersivo alcalino ossida l’alluminio e col tempo lo lascia opaco. A mano con acqua molto calda e bicarbonato, mezz’ora di ammollo, il risultato è migliore. In ogni caso va rimesso perfettamente asciutto.

Come capisco se il filtro è saturo?

Con la prova del foglio: appoggiato alla griglia con la cappa al massimo deve restare attaccato. Se scivola, il filtro è ostruito. Per i carboni il segnale è l’odore di cibo che torna in cucina.

Ogni quanto si pulisce la ventola della cappa?

Una o due volte l’anno, a corrente staccata, insieme all’interno del corpo cappa. Se la cappa è diventata rumorosa o vibra, il grasso sulle pale la sta sbilanciando e il filtro non c’entra.

Quali sono gli svantaggi di una cappa filtrante?

Rimette l’aria in cucina invece di espellerla, quindi toglie odori ma non umidità e calore, ed è meno efficace di una aspirante. In più ha un costo ricorrente: i filtri ai carboni vanno comprati ogni 3-6 mesi.

Cosa succede se non lo cambio mai?

Il motore aspira contro una resistenza e consuma di più, il grasso si deposita su cappa, condotto e mobili, e sopra i fornelli si forma uno strato infiammabile. È uno degli inneschi più comuni degli incendi in cucina.