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Entro quando pagare i lavori per il bonus ristrutturazioni al 50%

RedazioneAggiornato il 5 min di letturaCome verifichiamo

In breve

31 dicembre 2026, poi la detrazione si recupera in 10 anni

Bonus ristrutturazioni, entro quando pagare: per avere il 50% sulla prima casa il bonifico parlante va fatto entro il 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027, salvo proroghe nella legge di Bilancio, la detrazione scende al 36% sull’abitazione principale e al 30% sulle altre.

Per il Fisco non conta quando iniziano o finiscono i lavori, ma quando li paghi. Vale il principio di cassa: ogni bonifico prende l’aliquota dell’anno in cui lo fai. Un cantiere che parte a novembre e chiude a marzo può avere una parte delle spese al 50% e il resto al 36%.

Bonus ristrutturazioni: le aliquote anno per anno

Anno del bonificoAbitazione principaleAltri immobiliTetto di spesa
202650%36%96.000 euro
202736%30%96.000 euro
Dal 2028 al 203330%30%48.000 euro
Dal 203436%36%48.000 euro

Il tetto è per unità immobiliare e per anno. In ogni caso la detrazione si divide in 10 rate annuali uguali, a partire dalla dichiarazione dei redditi dell’anno in cui hai pagato. Chi paga nel 2026 vede la prima rata nel 730 del 2027: i tempi del rimborso sono quelli spiegati in dopo quanto arriva il rimborso del 730.

Le stesse aliquote valgono per ecobonus e sismabonus, che restano in vigore almeno fino al 31 dicembre 2027. Il superbonus resta solo per casi particolari legati agli eventi sismici.

Quanto perdi se paghi a gennaio invece che a dicembre

SpesaPagata nel 2026Pagata nel 2027Pagata nel 2028
20.000 euro, prima casa10.000 euro (1.000 l’anno)7.200 euro (720 l’anno)6.000 euro (600 l’anno)
20.000 euro, seconda casa7.200 euro (720 l’anno)6.000 euro (600 l’anno)6.000 euro (600 l’anno)
96.000 euro, prima casa48.000 euro (4.800 l’anno)34.560 euro (3.456 l’anno)14.400 euro sul tetto di 48.000

Su un lavoro da 20.000 euro nella casa in cui vivi, spostare il bonifico da dicembre a gennaio costa 2.800 euro di detrazione. Sul tetto massimo la differenza arriva a 13.440 euro.

Come capire se il tuo bonifico prende il 50%

  • La data del bonifico. Deve essere del 2026. Non aspettare gli ultimi giorni dell’anno: fra festivi, limiti giornalieri dell’home banking e bonifici rifiutati per causale sbagliata, rischi di scivolare nel 2027.
  • Il tipo di bonifico. Serve il bonifico parlante per le detrazioni edilizie, che la banca propone come opzione a parte. Deve riportare la causale con la norma, il tuo codice fiscale e la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa. Un bonifico ordinario, una carta o i contanti fanno perdere la detrazione.
  • Chi sei rispetto alla casa. Il 50% spetta solo al proprietario o al titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) che ci vive come abitazione principale. Inquilini, comodatari e chi ristruttura la seconda casa hanno il 36%.
  • Il tipo di lavoro. Deve essere agevolabile: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione. Sulle singole abitazioni la manutenzione ordinaria, come tinteggiare o cambiare i pavimenti senza altri interventi, non rientra.

Le eccezioni che contano

  • Lavori a cavallo fra due anni. La detrazione si calcola separatamente sulle spese pagate in ciascun anno. Anticipare a dicembre 2026 un acconto o uno stato di avanzamento lavori, con fattura e bonifico parlante, blocca il 50% su quella parte. Il saldo del 2027 prende il 36%. Concorda le date di pagamento con l’impresa prima di firmare.
  • La legge di Bilancio 2027. Va approvata entro fine dicembre e potrebbe prorogare il 50% anche al 2027. Finché non è in Gazzetta Ufficiale, valgono le aliquote della tabella: chi può pagare nel 2026 non rischia nulla a farlo.
  • Le caldaie a gas. Dal 2025 la sostituzione con caldaie alimentate solo a combustibili fossili non dà più diritto al bonus, nemmeno al 50%. Per la manutenzione vedi ogni quanto fare la manutenzione della caldaia.
  • Le tasse che paghi davvero. Ogni rata annuale si scala dall’IRPEF di quell’anno. Se l’imposta è più bassa della rata, la parte in eccesso si perde: non si recupera l’anno dopo e non viene rimborsata.
  • Redditi sopra i 75.000 euro. Dal 2025 c’è un tetto complessivo alle detrazioni che dipende dal reddito e dal numero di figli a carico. Chi è in questa fascia deve fare i conti con il commercialista prima di programmare i lavori.
  • Il nuovo Testo unico. Dal 1° gennaio 2027 il bonus passa dall’articolo 16-bis al nuovo articolo 17 del TUIR, con il D.Lgs. 117/2026. Cambia il riferimento normativo nella causale del bonifico parlante, non il diritto alla detrazione: per i pagamenti del 2026 resta valida la causale attuale.

Aliquote e tetti sono quelli della legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) e della guida dell’Agenzia delle Entrate «Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali», aggiornata a febbraio 2026. Questa pagina viene rivista quando la legge di Bilancio 2027 sarà approvata.

Domande frequenti

Entro quando devo pagare per avere il bonus ristrutturazioni al 50%?

Entro il 31 dicembre 2026, con bonifico parlante. Conta la data del pagamento, non quella di inizio o fine dei lavori.

Se i lavori finiscono nel 2027 perdo il 50%?

No, non per le spese già pagate. Le fatture saldate nel 2026 prendono il 50%, quelle pagate nel 2027 il 36%. La detrazione si calcola anno per anno.

Quanto vale il bonus ristrutturazioni nel 2027?

Salvo proroghe, il 36% sull’abitazione principale e il 30% sugli altri immobili, sempre con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

In quanti anni si recupera la detrazione?

In 10 anni, con rate annuali uguali scalate dall’IRPEF nella dichiarazione dei redditi. La prima rata va nella dichiarazione dell’anno successivo al pagamento.

Chi è in affitto ha diritto al 50%?

No. L’inquilino può detrarre le spese che sostiene, ma con il 36% nel 2026. Il 50% spetta solo a proprietari e titolari di un diritto reale che abitano la casa.

Il 50% potrebbe essere prorogato al 2027?

Può succedere con la legge di Bilancio 2027, che va approvata entro fine anno. Finché la proroga non è legge, per il 2027 valgono il 36% e il 30%.