ogni mese lavaggio a vuoto a 90 °C
La lavatrice si pulisce con un lavaggio a vuoto a 90 °C ogni mese. Il filtro di scarico va aperto ogni 3 mesi, mentre la guarnizione dell’oblò e la vaschetta del detersivo si asciugano e si sciacquano ogni settimana. Chi lava quasi sempre a 30 o 40 gradi sta sul limite stretto di tutti e tre gli intervalli.
Ogni quanto pulire la lavatrice: gli intervalli in breve
| Parte | Uso normale | Uso intenso o basse temperature |
|---|---|---|
| Cestello (lavaggio a vuoto a 90 °C) | ogni mese | ogni 2-3 settimane |
| Filtro di scarico | ogni 3 mesi | ogni mese |
| Guarnizione dell’oblò | ogni settimana | dopo ogni lavaggio, se resta umida |
| Vaschetta del detersivo | ogni mese | ogni 2 settimane con detersivo denso |
| Tubo di scarico e sifone | una volta l’anno | quando l’acqua defluisce lenta |
Il segnale pratico: si sente prima con il naso
Il segnale d’allarme arriva dal bucato, non dalla macchina: se gli asciugamani escono con un odore di chiuso che ricompare appena si bagnano, il biofilm nel cestello è già formato. È un velo di detersivo, grasso corporeo e batteri che si deposita nelle parti che non vedi, e il lavaggio a 30 gradi non lo tocca.
Il secondo controllo è manuale e dura dieci secondi: tira verso di te il labbro della guarnizione dell’oblò e guarda nella piega. Se trovi acqua ferma, capelli e macchie scure, il punto di partenza della muffa è quello, non il cestello. Il terzo è lo scarico: se l’acqua se ne va più lenta del solito o la centrifuga si interrompe, il filtro è intasato.
Cosa serve, e cosa non serve
Occorrono tre cose e si trovano tutte al supermercato: acido citrico in polvere o un anticalcare per lavatrici, un panno in microfibra, un vecchio spazzolino per la piega della guarnizione e per la vaschetta. Basta questo, tutto l’anno.
Non servono invece i cicli mensili con prodotti dedicati venduti a bustina singola, che fanno lo stesso lavoro dell’acido citrico a un costo molto più alto. E non serve la candeggina: igienizza ma non scioglie il calcare, e sulle parti in gomma e in acciaio non fa bene.
Cosa fare, in pratica
Il lavaggio a vuoto si fa a cestello completamente scarico, sul programma più caldo disponibile, con acido citrico o l’anticalcare al posto del detersivo. L’aceto è molto usato ma non è la scelta migliore: a lungo andare aggredisce le guarnizioni in gomma. Se la macchina ha il programma “pulizia cestello”, fa esattamente questo.
Il filtro sta dietro lo sportellino in basso a destra. Prima si mette un panno e una bacinella bassa a terra, perché esce sempre più acqua di quella che ti aspetti, poi si svita, si sciacqua sotto il rubinetto e si toglie quello che si è fermato lì dentro: monete, capelli, ferretti del reggiseno. La vaschetta del detersivo si sfila quasi sempre premendo la linguetta centrale e si lava sotto l’acqua calda.
L’abitudine che vale più di tutte le altre e non costa nulla: lasciare l’oblò e la vaschetta socchiusi dopo l’ultimo lavaggio della giornata. La muffa cresce con l’umidità ferma, e una lavatrice chiusa dopo un carico caldo resta umida per ore.
Cosa succede se non la pulisci mai
Prima il bucato: esce con odore di chiuso e i capi chiari ingrigiscono, perché il biofilm rilascia quello che ha trattenuto invece di trattenerlo. Poi la macchina: il calcare si deposita sulla resistenza, che per scaldare la stessa acqua consuma di più e alla lunga si brucia. È la riparazione più comune e la più evitabile.
La terza conseguenza riguarda l’aria di casa. Fra le misure per la qualità dell’aria negli ambienti chiusi, il Ministero della Salute indica di tenere l’umidità sotto controllo, di curare la manutenzione degli impianti e di non lasciare panni ad asciugare a lungo in stanze poco ventilate: una lavatrice ammuffita in un bagno senza finestra è esattamente quel tipo di sorgente, e chi in casa è allergico o ha la pelle reattiva se ne accorge per primo.
Le eccezioni che contano
- Chi lava sempre a 30 gradi: è il caso più a rischio. Le basse temperature fanno bene ai tessuti e alla bolletta, ma non sciolgono i grassi: serve un ciclo caldo al mese, altrimenti l’odore arriva.
- Acqua molto dura: il calcare si somma al biofilm. In quelle zone l’anticalcare mensile non è opzionale.
- Detersivo liquido e ammorbidente: sporcano la vaschetta molto più della polvere, e l’eccesso di dose è la causa numero uno dei residui.
- Lavatrice in bagno senza finestra: l’umidità ambientale non se ne va, quindi l’oblò socchiuso conta il doppio.
- Lavasciuga: il ciclo di asciugatura tiene l’interno più asciutto, ma il filtro si intasa prima per via dei pelucchi. Si controlla ogni mese.
- Casa al mare o seconda casa: prima di chiuderla per mesi, ciclo a vuoto caldo, filtro pulito e oblò aperto. L’acqua ferma nel sifone è quello che produce l’odore che trovi al ritorno.
- Il bucato del letto: se le lenzuola escono già con odore di chiuso, il problema è la macchina, non il ciclo. Lavarle più spesso non risolve niente finché il cestello non è pulito.
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Domande frequenti
Ogni quanto pulire la lavatrice?
Un lavaggio a vuoto a 90 °C ogni mese. Il filtro di scarico ogni 3 mesi, la guarnizione dell’oblò e la vaschetta del detersivo ogni settimana.
Ogni quanto pulire il filtro della lavatrice?
Ogni 3 mesi, ogni mese se la usi tutti i giorni, se hai una lavasciuga o se lavi spesso capi che perdono pelucchi. Va pulito subito se l’acqua defluisce lenta o la centrifuga si interrompe.
Perché la lavatrice puzza?
Per il biofilm di detersivo, grasso e batteri che si forma lavando sempre a basse temperature, e per l’acqua ferma nella piega della guarnizione dell’oblò. Un ciclo caldo a vuoto e l’oblò socchiuso risolvono quasi sempre.
Cosa serve per pulire la lavatrice?
Acido citrico in polvere o un anticalcare per lavatrici, un panno in microfibra e un vecchio spazzolino per guarnizione e vaschetta. I prodotti monodose dedicati fanno lo stesso lavoro a un costo molto più alto.
Meglio aceto o acido citrico?
Acido citrico. L’aceto funziona sul calcare ma a lungo andare aggredisce le guarnizioni in gomma. La candeggina invece igienizza ma non scioglie il calcare.
Ogni quanto pulire la vaschetta del detersivo?
Una volta al mese, ogni due settimane con detersivi densi o ammorbidente. Si sfila premendo la linguetta centrale e si lava sotto l’acqua calda.
Cosa succede se non la pulisco mai?
Il bucato esce con odore di chiuso e i capi chiari ingrigiscono; il calcare si deposita sulla resistenza, che consuma di più e alla lunga si brucia. È la riparazione più comune e la più evitabile.
Va lasciato l’oblò aperto?
Sì, socchiuso dopo l’ultimo lavaggio della giornata, insieme alla vaschetta. È la cosa più efficace contro la muffa e non costa nulla.



